La tribù della Sicilia Occidentale

Se pensate che queste siano solo due tazzine da caffè e due bicchieri d’acqua, vi state sbagliando. Quello che avete davanti è il mio incontro con Massimiliano Solana della cooperativa Valdibella e la posa delle prime tende della tribù della Sicilia Occidentale. Ero così preso dall’incontro e da quello che via via nasceva dalla discussione, che mi sono dimenticato completamente di fotografare Massimiliano.
Che cos’è la tribù della Sicilia Occidentale?
Tutto il discorso nasce da un incontro tenutosi a Bologna fra un gruppo di produttori di vini naturali/artigianali sotto esortazione e supervisione di Barbara e Paolo di Sorgente del Vino, una riunione in cui ci chiedevamo tutti assieme come era possibile uscire da questa impasse che il movimento dei vini naturali stava subendo e come reagire allo sgretolamento delle varie manifestazioni che si stanno moltiplicando attorno a Verona e Vinitaly. Sembra che quello che poteva essere un movimento dotato di finalità comuni, stia lavorandosi contro puntando l’attenzione più sulle divisioni che su una cultura agricola condivisa e in questo moltiplicarsi di fiere si stia cercando di tamponare le emoraggie di aziende che passano da una manifestazione all’altra, con aziende magari ‘improvvisate naturali’. Cosa dobbiamo fare? Stringere le viti della certificazione su carta basata su pesi, misure e prodotti dati in vigna forse non ha senso, dal momento che qualsiasi industria è in grado di ricreare quelle condizioni per poche migliaia di bottiglie di immagine. Quindi che tipo di certificazione o autocertificazione pensare? Molte le idee in quella giornata e illuminante l’intervento di Corrado Dottori, che proponeva una manifestazione unitaria sull’identità di movimento ala scoperta di ciò che ci accomuna, piuttosto che sulll’aspetto commerciale e di vendita, importante ma non unico. Comunicazioni così dense di contenuti sulle quali sarà necessario tornare.
Fra le tante idee anche quella  che il movimento dei vini naturali possa essere come una grande federazione di tribù, diverse fra loro ma legate da un filo comune, piccole comunità che cercano di mantenere vivo un lavoro e un contatto fra loro durante tutto l’anno, e non solo durante le manifestazioni che ormai tutti conosciamo, tribù  che possano diventare un riferimento per chi vuole cominciare con un agricoltura diversa e un modo diverso di guardare al vino, e che permettano quella certificazione fortissima che è la conoscenza e la fiducia reciproca secondo quello che è stato l’esempio di Vini Veri al suo inizio.
Con Massimiliano abbiamo pensato che potevamo incominciare a lavorare su questa zona, trovandoci più spesso tra di noi che stiamo nelle provincie della Sicilia Occidentale, e poi cercare di incontrare produttori nuovi che vogliono capire cosa significa lavorare in modo naturale, persone che incominciano a bere vini naturali, tutti coloro che ci possono sentire come un punto di riferimento e d’aiuto. Dobbiamo farci conoscere nei nostri posti e diventare uno strumento per chi vuole sapere di più perchè, come dice Christine Cogez di Fornovo, non siamo ancora profeti nemmeno a casa nostra e intanto sperare che anche la Sicilia Orientale si ritrovi e si esca insieme dall’isolamento. Per noi, il grande entusiasmo è già nello stabilire contatti, nel ridare importanza a rapporti di collaborazione e solidarietà, di condivisione,  che qua da noi in Sicilia non sono così scontati come sembrerebbe.
A presto, allora, Massimiliano.