Francesco Guccione

E’da quando sono bambino che la campagna di Cerasa e l’agricoltura che lì vedevo fare da mio padre e dalla mia famiglia, rappresentano per me un punto di riferimento importante. Come sempre accade, da ragazzo sono finito a studiare e a fare altro e poi, nel 2005, sono tornato a Cerasa con l’idea di riprendere a fare l’agricoltore e di vinificare le uve che avevamo piantato quando io ero ancora piccolo.
Da subito ho ritrovato il modo antico di lavorare della cultura contadina siciliana nelle pratiche della biodinamica. C’era un legame con i saperi del passato che mi interessava. Ma mi interessava anche mantenere la mia libertà, avere un rapporto critico, sentire i gesti che facevo sulla terra e sulla vigna come profondamente miei e non dettati da qualche protocollo, di qualsiasi natura questo fosse.
Nei vini nati a Cerasa ho cercato di far emergere una Sicilia meno didascalica, mi piaceva la possibilità di riuscire a dare quell’eleganza e quella leggerezza che una buona educazione ti consente in qualsiasi circostanza. E poi questi caratteri erano impliciti nella rarefazione del luogo, nel suo essere quasi nordico.
Quando ero ragazzo ho lavorato con i cavalli e lì ho capito che è possibile condurre senza usare la forza e la violenza: bisogna saper aspettare, saper stare nel silenzio pur continuando a parlare, far sentire una presenza forte senza mai imporla. Ovunque mi troverò cerchero di continuare ad essere un viticoltore che tiene a mente questo principio e a lavorare per la forza attrattiva della fiducia, perchè i vini vengano alla luce senza forzature.

francesco.cerasa@alice.it
+ 39 347 2993492

One thought on “Francesco Guccione

  1. Belle le parole che ho letto nel tuo blog.
    Anche io spero a breve di cominciare una nuova vita per fare il vignaiolo. Sono da 26 anni un dipendente statale, con uno stipendio sicuro e anche molto alto, ma la mia professione mi sta da troppo tempo stretta. Desidero fortemente cambiare stile di vita e rimettere in gioco me stesso ed il mio futuro. Voglio correre questo rischio ma devo farlo con prudenza. Il mio terroir è l’etna, randazzo.
    Sono ben accetti i tuoi auguri ed eventuali consigli. Salvo

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